Ci sono libri che rimangono impressi nella mente del lettore già dalle prime righe. Ce n’è uno che tutti, almeno una volta, hanno sfogliato o sentito: “Va’ dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro. Il suo incipit narrativo è in forma epistolare. Si apre con la voce della protagonista, Olga, che si rivolge alla nipote lontana con la forza emotiva di chi ha bisogno di raccontarsi: “Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie.”
Con un’apertura simile, Tamaro ci immerge subito nel cuore della storia, senza filtri.
Questa è la forza di un’introduzione ben scritta (anche se in questo caso si tratta più di un incipit): non deve impressionare, ma trasmettere un’emozione cardine che spinga il lettore a convincersi che è il libro perfetto per lui. Deve creare subito una connessione, far capire dove siamo, dove stiamo andando e perché vale la pena continuare.
In questo senso, ha ancora ragione Aristotele quando diceva:
“Il tutto è ciò che ha principio, mezzo e fine.”
E ogni storia comincia dall’introduzione del libro.
PRIMA DI INIZIARE, LASCIA CHE CI PRESENTIAMO:
Bookst è la piattaforma editoriale che aiuta imprenditori, liberi professionisti, consulenti e coach a scrivere, pubblicare e promuovere il loro libro e scrittori a pubblicare e promuovere il loro manoscritto. Dall’idea alla promozione, curiamo ogni dettaglio editoriale con approccio professionale e strumenti concreti.
Se hai un libro da scrivere e/o pubblicare, possiamo aiutarti a farlo al meglio.
Che cos’è l’introduzione di un libro e a cosa serve
Sappiamo tutti cos’è l’introduzione nei libri: tecnicamente, è la prima sezione vera e propria che precede i capitoli ma arriva dopo eventuali elementi editoriali (indice, dedica, ecc.). Molti invece ne sottovalutano l’importanza: serve a orientare il lettore e a dargli un’idea del mood che troverà nelle pagine successive e di fatto è uno dei motivi principali per cui decide se proseguire con la lettura o meno.
Il “patto” con il lettore: tono, tema e aspettative
Quello che si realizza nell’introduzione di un libro è un patto tra l’autore e il lettore: potrebbe non spoilerare nulla, ma è qui che l’autore dà un’idea del tono della storia. Potrebbe anticipare il tema del libro, creare aspettative nel lettore e/o rassicurarlo sul fatto che sì, è il libro giusto per lui.
Quando è davvero necessaria (e quando puoi evitarla)
Ma serve sempre l’introduzione? Diciamo che ci sono tipologie di testi in cui sì, è necessaria, come i saggi, i manuali e i libri divulgativi. Nei romanzi, invece, spesso si evita a favore di un incipit diretto, come fa Susanna Tamaro, perché la narrazione è già volutamente immersiva. Tuttavia, se il libro ha una struttura particolare o affronta temi complessi, anche un testo di narrativa può trarre beneficio da una breve introduzione.
Introduzione, prefazione e prologo: differenze e quando usarli
L’introduzione non è la prefazione e nemmeno il prologo. Sono termini spesso confusi: facciamo chiarezza.

Introduzione: orienta e prepara il percorso
L’introduzione dei libri serve a spiegare al lettore cosa troverà nel libro, perché dovrebbe leggerlo e come è costruito. Parla l’autore, in prima persona.
Prefazione: chi parla e perché (autore o terza voce)
La prefazione può essere scritta dall’autore stesso o, come spesso accade, da una terza parte (solitamente un esperto, un mentore o in generale un testimonial). Serve a legittimare l’opera o a introdurla da un altro punto di vista creando autorevolezza (soprattutto se a farlo è una persona riconosciuta).
Prologo: entra nella storia prima della storia
Il prologo invece è usato nei romanzi per raccontare un evento passato o parallelo alla storia principale. Non serve per introdurre nulla, ma per dare un contesto o una spiegazione più chiara rispetto a quanto si racconta dopo.
Cosa scrivere nell’introduzione di un libro
Ogni introduzione è a sé e per quanto sia soggettivo, possiamo però definire degli elementi comuni che se utilizzati contribuiscono a creare una buona introduzione di un libro.

Contesto, obiettivo e promessa (senza spoiler)
L’introduzione serve, qualsiasi essa sia, a dare un contesto: è il biglietto da visita dello scrittore al lettore, quindi il primo contatto. Al suo interno puoi specificare o l’obiettivo del racconto, quindi perché hai scritto questo libro o la promessa che intendi mantenere nel corso della storia (oppure entrambi). Mi raccomando: niente anticipazioni.
A chi è rivolto il libro e cosa porterà a casa il lettore
Sicuramente nell’intro di un testo deve emergere a chi si rivolge, più o meno esplicitamente. Il target qui deve ritrovarsi e nelle tue parole capire quale beneficio trarrà nel proseguire la lettura.
Struttura in breve: come leggerlo e come usarlo
Se il libro è tecnico o è diviso in sezioni, spiega brevemente com’è organizzato e come è meglio affrontarne la lettura.
Come iniziare un’introduzione che funziona (senza frasi vuote)
“Questo libro è il frutto di anni di esperienza…” e il lettore è già andato. Piuttosto che usare frasi banali o aperture generiche, applica alcune tecniche di scrittura per fare di meglio e catturare l’attenzione.

Domanda, problema o scena: tre aperture “forti”
Ci sono tre aperture particolarmente forti che puoi usare:
- una domanda, diretta e/o retorica che il lettore pone al lettore, per farlo immedesimare;
- presentare un problema condiviso e concreto, sempre allo scopo di avvicinare il lettore;
- mostrare una scena descrittiva che lo trascina subito nel tema.
Sono tutti ganci forti che danno il la a frasi per iniziare un tema argomentativo molto più forti, anche per i testi più tecnici.
Aneddoto personale: quando aiuta e quando distrae
Non c’è nulla di più coinvolgente di un aneddoto personale: può creare empatia, se coerente con il tema. Ma non deve diventare autobiografia, né allontanarsi troppo dall’oggetto del libro.
Dato, citazione o definizione: come usarli con misura
Altra tipologia di apertura che funziona molto bene è presentare un dato o fare una citazione forte, sempre che siano rilevanti per il lettore del libro. Vanno certamente contestualizzati rispetto al testo e usati solo se contribuiscono a rendere più interessante il libro.
Struttura consigliata: dall’idea guida alla mappa del libro
Ti stai chiedendo come scrivere un libro e soprattutto come cominciarlo? L’introduzione è importantissima ma per scriverne una efficace (tradotto: non noiosa) ci sono delle tecniche e una struttura che puoi usare.
Un filo logico in 5 mosse
Un’introduzione ben scritta non nasce per caso: segue un filo logico, che guida il lettore fin dalle prime righe. Se vuoi sapere come iniziare un racconto, prova queste cinque mosse:
- definisci il tema, cioè l’argomento centrale del libro: di cosa parlerai?
- Subito dopo viene il perché, ovvero la ragione per cui vale la pena leggere quel testo adesso, in questo contesto.
- Terzo passaggio: per chi è pensato.
- A questo punto puoi spiegare come hai strutturato il libro, per aiutare il lettore a orientarsi.
- Infine, chiudi con il cosa troverà: i benefici, le risposte e le riflessioni che si porterà a casa.
Indice o sommario: quando inserirlo e come richiamarlo
L’indice di un libro, se non è troppo lungo, può essere accennato nell’introduzione per preparare il lettore. Altrimenti, puoi solo indicare che sarà utile consultarlo per orientarsi o inserire un sommario.
Transizione al capitolo 1: chiusura pulita e invito alla lettura
L’introduzione non deve chiudersi bruscamente ma deve fare da “ponte” con il primo capitolo. Del resto, è il suo scopo: portare il lettore a proseguire.
Introduzione e incipit: cosa cambia nei racconti e nei romanzi
Quando si parla di come scrivere un racconto, l’introduzione viene spesso inglobata nell’incipit. Ma ci sono delle differenze.
Nei romanzi, l’introduzione vera e propria spesso non esiste: è l’incipit a fare da apertura e a immergere subito il lettore nella storia, come nel caso di “Và dove ti porta il cuore”. Qui non si anticipano struttura e contenuti, ma si crea atmosfera, si presenta un personaggio, si accenna a un conflitto o si suggerisce una tensione.
Nei racconti, questo vale ancora di più: il tempo per agganciare il lettore è brevissimo e l’incipit è decisivo. L’introduzione classica viene sostituita da un’apertura narrativa che punta tutto sul ritmo, sulla voce o su un dettaglio sorprendente.
Come iniziare un racconto senza “spiegoni”
Nei testi narrativi, meglio evitare di raccontare tutto subito. Il lettore deve entrare nella storia con gradualità ed essere spinto a proseguire la lettura.
Il gancio narrativo: curiosità, conflitto, voce
Il gancio narrativo fa tanto: un incipit forte crea domande, tensione o presenta un personaggio interessante. Il lettore deve avere la curiosità di sapere cosa succede dopo.
Quando spostare informazioni nell’azione (e non nell’introduzione)
Dettagli sul contesto, il mondo narrativo o il passato dei personaggi vanno spesso integrati nei capitoli, non messi in apertura come un “riassunto”.
Errori comuni e revisione finale dell’introduzione
Una correzione bozze attenta è indispensabile anche per l’introduzione di un libro: è il primo contatto con il lettore, non può essere trascurata. Anche perché il rischio di incappare negli errori comuni di cui parleremo ora è alto.

Riassumere tutto: il rischio “spoiler” e l’effetto noia
Il primo errore che potresti commettere quando scrivi l’introduzione è quello di svelare tutto. Se riassumi i contenuti in dettaglio, togli gusto alla lettura. Meglio incuriosire che rischiare un effetto noia che fa abbandonare la lettura.
Promettere troppo o essere vaghi: come trovare il tono giusto
Altro errore comune è quello di usare troppi superlativi o fare promesse irrealistiche. Questo non significa che l’introduzione debba essere troppo generica: trova un equilibrio tra chiarezza e onestà.
Micro-checklist: coerenza, lunghezza, scorrevolezza, refusi
Ecco una mini check list che puoi fare per verificare che l’introduzione vada bene:
- È coerente con il resto del libro?
- Dura massimo 2-4 pagine?
- Si legge con piacere?
- Hai eliminato refusi e ripetizioni?
Proprio come Susanna Tamaro ha saputo catturare migliaia di lettori con un incipit carico di promessa emotiva, anche tu puoi usare l’introduzione del tuo libro per aprire una porta, creare connessione e guidare il lettore dentro il tuo mondo.
Non si tratta di riempire uno spazio, ma di fare una scelta: stabilire un patto sincero, orientare chi legge e stimolarlo a proseguire. È lì che comincia il viaggio. E ogni viaggio, per funzionare, ha bisogno di un primo passo deciso e decisivo.
HAI UN LIBRO DA SCRIVERE, PUBBLICARE O PROMUOVERE?
Con Bookst, ogni fase del tuo progetto editoriale è seguita da professionisti esperti, con servizi su misura per le tue esigenze.
Scegli le nostre soluzioni su misura per te e come possiamo aiutarti a trasformare la tua idea in un libro di successo.


