Parti del libro: tutto quello che devi sapere sulla struttura editoriale

Tempo di lettura: 10 minuti
Modificato il 12 Gennaio 2026
Parti del libro tutto quello che devi sapere sulla struttura editoriale

Nella Londra degli anni ’20, Virginia Woolf e suo marito Leonard diedero vita alla Hogarth Press, una casa editrice artigianale con sede nel loro stesso salotto. Woolf infatti non era solo autrice, ma partecipava attivamente a ogni fase della produzione editoriale: dalla scelta del formato e del tipo di carta alla cura del layout, fino alla stampa stessa dei testi. Fu lei, per esempio, a decidere l’impaginazione irregolare di “Jacob’s Room”, che rompeva le convenzioni del romanzo vittoriano e rifletteva il suo stile innovativo e moderno.

Occuparsi in toto del libro, compresa la sua stampa, dava alla Woolf sollievo dalle sue crisi maniaco-depressive ma le consentiva anche di trasformare il libro in un’esperienza completa, capace di dialogare con il lettore a un livello sensoriale e intellettuale. In fondo, come recita una frase spesso attribuita a Voltaire:

“Un libro ben composto è un giardino di pensieri.”

Con Woolf alla Hogarth Press, tutte le parti del libro, copertina, frontespizio, impaginazione e persino il colophon, erano pensate per far sbocciare quei pensieri in modo coerente con l’anima del progetto editoriale. E come un giardino, un libro richiede attenzione ai dettagli.

Vediamo quindi quali sono le parti che compongono un libro e scopriamo come si costruisce, davvero, una struttura editoriale efficace.

 

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Perché è importante conoscere le parti che compongono un libro

Una domanda passa nella testa di chiunque voglia cimentarsi come autore e voglia capire come scrivere un libro: in quali e quante parti devo dividerlo? Attenzione però, perché la struttura editoriale non riguarda solo l’ordine dei capitoli, ma tutto ciò che precede, accompagna e segue il contenuto vero e proprio. Conoscerla ti permette di progettare un libro completo, credibile e leggibile.

Differenze tra contenuto e struttura editoriale

Il contenuto è l’anima del libro, ma la struttura è il corpo che lo sostiene. Con “struttura” di un libro si intende infatti l’insieme delle parti fisiche e testuali che definiscono l’architettura dell’opera: copertina, pagine del libro introduttive, corpo centrale e sezioni finali. Senza una struttura ordinata, anche il contenuto migliore rischia di risultare confuso.

 

Le sezioni esterne: copertina e informazioni preliminari

Se parliamo di sezioni esterne, creare la copertina di un libro è sicuramente la prima preoccupazione di un autore. È ciò che il lettore vede guardando un libro per la prima volta: deve informare, incuriosire, comunicare la personalità del testo. Ma non c’è solo la copertina.

Le sezioni esterne di un libro
Le sezioni esterne di un libro

 

Prima, quarta e retro di copertina

La prima di copertina include titolo, autore e un’immagine, grafica, fotografica, stilizzata etc. La quarta di copertina, che si trova sul retro del libro, cioè la parte opposta alla copertina frontale, ospita la sinossi e spesso qualche frase promozionale, insieme al codice a barre, al prezzo e al numero ISBN.

 

Il dorso e la sovraccoperta

Il dorso (o costa) contiene titolo, autore e casa editrice: è ciò che si vede sugli scaffali quando i libri possono essere posizionati lateralmente.

Alcuni libri inoltre prevedono una sovraccoperta: una copertura cartacea con alette, usata per aggiungere informazioni o proteggere la rilegatura sottostante.

 

L’importanza del colophon e del codice ISBN

Il colophon del libro è una nota posta in genere alla fine del testo o all’interno del frontespizio di un libro. Indica informazioni tecniche (editore, tipografia, data di stampa). Il codice ISBN invece è un numero internazionale necessario per identificare e distribuire il libro nei circuiti commerciali.

 

Le pagine introduttive interne

Prima di iniziare la lettura vera e propria, ci sono sezioni che orientano il lettore, preparano il tono e offrono un contesto a ciò che andrà a leggere. Ogni pagina iniziale ha un ruolo preciso, anche se talvolta viene saltata o sottovalutata.

Le pagine introduttive interne di un libro
Le pagine introduttive interne di un libro

 

Frontespizio e falsa pagina

La falsa pagina (o antiporta) è la prima pagina stampata, spesso lasciata quasi vuota. Segue il frontespizio del libro che riporta tutte le informazioni principali: titolo, autore, casa editrice e luogo di pubblicazione.

 

Occhiello, dedica e ringraziamenti

L’occhiello nei libri è una frase introduttiva che anticipa il tono dell’opera. La dedica e i ringraziamenti sono sezioni personali e facoltative, che hanno lo scopo di esprimere riconoscenza nei confronti di soggetti che in qualche modo hanno contribuito alla stesura del libro. Possono comparire all’inizio o in chiusura, ma non vanno mai mescolati nel corpo del testo.

 

Prefazione, introduzione e prologo

Ti stai chiedendo cos’è la prefazione di un libro? Possiamo rispondere in sintesi così: la prefazione è un commento preliminare, scritto dall’autore o da una voce autorevole esterna. L’introduzione spiega invece il contenuto di un libro e la struttura dell’opera (soprattutto nei saggi). Il prologo è più narrativo: introduce elementi chiave prima dell’inizio vero e proprio della trama.

 

Il corpo centrale: la parte narrativa o contenutistica

Il corpo centrale del libro è il suo cuore pulsante, la parte dove la narrazione si sviluppa, il pensiero prende forma, gli argomenti si articolano. In questa sezione il lettore si immerge realmente nella lettura. È qui che il testo dimostra la sua efficacia: per coinvolgere, informare, emozionare o istruire.

Che si tratti di romanzo, saggio, manuale o memoir, la costruzione del corpo centrale deve essere pensata con attenzione, seguendo una logica narrativa o argomentativa solida.

Anche la suddivisione interna aiuta a costruire un ritmo, a rendere la lettura fluida, a guidare il lettore nel percorso. Le transizioni tra un capitolo e l’altro, l’uso consapevole di sottotitoli o pause visive e la coerenza stilistica lungo tutto il testo sono elementi che fanno la differenza tra un libro amatoriale e un testo professionale.

Il corpo centrale di un libro
Il corpo centrale di un libro

 

Capitoli, paragrafi e organizzazione dei contenuti

Come si chiama ciascuna parte in cui è suddiviso un capitolo di un libro? In genere si parla di paragrafo (e, in alcuni contesti, anche di “capoverso”). Un testo ordinato aiuta il lettore. Per questo motivo il libro viene sempre diviso in capitoli, che aiutano a dare pause naturali e ritmo alla lettura. I paragrafi, invece, aiutano a separare i concetti. Ogni elemento, chiaramente, deve seguire un filo logico.

 

Note, illustrazioni, tabelle e citazioni

Le note a piè di pagina o di fine capitolo aggiungono spiegazioni a un contenuto indicato nel libro o le fonti da cui è tratto.

Illustrazioni e tabelle supportano il testo in modo visuale, specie nei manuali (non troveremo questo tipo di elemento in un romanzo).

Infine, le citazioni, testi cioè che riportano concetti espressi da altre persone solitamente note, devono essere graficamente riconoscibili e sempre attribuite alla fonte.

 

Le sezioni finali del libro

La fine di un libro è l’ultima occasione per lasciare un’impressione duratura. Dopo che la trama si è conclusa o l’argomentazione ha raggiunto il suo punto, è il momento di chiudere con ordine, aggiungere valore e magari lasciare qualche spunto per approfondimenti futuri.

Le sezioni finali non sono tutte obbligatorie, ma quando presenti, aiutano il lettore a orientarsi meglio, ad approfondire e a concludere l’esperienza con un senso di completezza generale. In ambito saggistico, ma anche in narrativa, la presenza di postfazioni, appendici, glossari o ringraziamenti finali arricchisce l’opera e restituisce all’autore una voce umana, consapevole e professionale.

Le sezioni finali di un libro
Le sezioni finali di un libro

 

Epilogo, postfazione e conclusioni

L’epilogo è la parte finale di un libro (soprattutto narrativo): chiude la storia, tira le somme delle conseguenze e dà al lettore un senso di “arrivo”. Se il prologo apre e prepara, l’epilogo chiude e completa.

La postfazione, invece, viene dopo il testo: è un commento a posteriori che può essere scritto dall’autore, dall’editor o da un terzo e serve a offrire contesto, riflessioni, note o chiavi di lettura, senza far parte della narrazione.

Le conclusioni, nei saggi, sintetizzano i concetti principali e possono suggerire sviluppi, spunti o applicazioni pratiche.

 

Appendici, glossari e bibliografie

L’appendice raccoglie documenti, grafici o materiali complementari. Il glossario spiega i termini specialistici. La bibliografia elenca le fonti utilizzate, utile soprattutto per saggistica e manuali.

 

Indice analitico e ringraziamenti finali

L’indice analitico aiuta a ritrovare concetti o nomi nel testo. I ringraziamenti finali completano il tono umano dell’opera, offrendo un tributo a chi ha collaborato.

 

Come progettare correttamente la struttura di un libro

Progettare la struttura di un libro significa pianificare con consapevolezza ogni sua singola parte. Non si tratta solo di scrivere il contenuto, ma di costruire una vera e propria architettura narrativa ed editoriale, in cui ogni elemento ha una posizione precisa e un ruolo funzionale. Dalla copertina alla bibliografia, tutto deve seguire una logica coerente con il tipo di testo, il target di lettori e gli obiettivi del progetto.

Del resto, un libro ben progettato è più facile da scrivere, più semplice da revisionare e molto più leggibile per chi lo acquista. Per ottenere un risultato valido in questi termini, però, è importante non improvvisare: l’approssimazione strutturale si percepisce subito, anche da parte di un lettore inesperto.

 

L’ordine logico delle parti e l’equilibrio del contenuto

Alcune opere richiedono solo introduzione e capitoli. Altre, più complesse, avranno prefazione, glossario, appendice. Serve equilibrio: troppe parti disorientano, troppo poche semplificano eccessivamente.

 

L’importanza dell’impaginazione professionale

L’impaginazione non è solo estetica: è leggibilità, gerarchia visiva e usabilità. Margini, interlinea, font coerenti e numerazione chiara contribuiscono al successo del libro stesso, perché aiutano il lettore a proseguire la lettura e creano nella sua testa l’immagine di un autore professionale.

 

Struttura del libro e self publishing: attenzione ai dettagli

Chi autopubblica con il self publishing deve prendersi cura di ogni elemento, perché non c’è un editore a controllare la qualità del prodotto. La struttura editoriale, in questo senso, è uno degli aspetti più trascurati da chi decide di fare tutto da solo. Ed è molto rischioso.

Nel self publishing, infatti, il rischio non è solo quello di commettere errori tecnici, ma anche di presentare un libro poco credibile agli occhi del lettore. Quando si decide di pubblicare in autonomia, ogni dettaglio, dalla disposizione delle pagine del libro alla numerazione, dalla gestione dei frontespizi fino all’uso corretto dei paratesti, diventa una responsabilità diretta dell’autore.

Di conseguenza, una struttura del libro ben costruita aumenta la fiducia, migliora l’esperienza di lettura e valorizza il contenuto, anche nel caso di piccole tirature o pubblicazioni indipendenti. In caso contrario si potrebbe offrire il fianco a diversi errori tipici del fai-da-te.

 

Errori comuni da evitare nel fai-da-te

Nel self publishing, il rischio di trascurare dettagli fondamentali è sempre dietro l’angolo. Ecco gli errori più frequenti da cui è bene guardarsi.

Errori comuni da evitare nel fai da te di un libro
Errori comuni da evitare nel fai-da-te di un libro
  • Saltare la pagina del colophon del libro, fondamentale per indicare dati tecnici e di stampa.
  • Non richiedere il codice ISBN, rendendo impossibile la distribuzione professionale del libro.
  • Ignorare le regole sui margini, che compromettono la leggibilità e la qualità dell’impaginazione.
  • Dimenticare le pagine bianche di apertura o chiusura, previste nei formati professionali.
  • Usare font non adatti o non leggibili, senza attenzione alla coerenza tipografica.
  • Inserire ringraziamenti o dediche in posizioni sbagliate, confondendo l’ordine canonico delle parti.
  • Sottovalutare l’importanza di un indice ordinato, utile soprattutto in saggi e manuali.
  • Confondere prefazione, introduzione e prologo, sovrapponendo funzioni diverse senza criterio.

Studiare la struttura editoriale e confrontarsi con modelli professionali è un modo per evitare questi scivoloni e presentare un libro degno di essere letto.

 

Perché affidarsi a un team editoriale professionale come Bookst

Se vuoi che il tuo libro sia completo, leggibile e credibile, puoi affidarti a un team come quello di Bookst. Dalla copertina al frontespizio del libro, dall’impaginazione all’indice: ogni dettaglio sarà seguito con cura, proprio come fanno i professionisti del settore.

Un libro ben strutturato è più che una buona lettura: è un oggetto che racconta professionalità, rispetto per il lettore e consapevolezza autoriale. Se ti affidi a chi studia con cura la composizione editoriale, allora pubblicherai un testo coerente e vincente.

E per tornare alla citazione del libro come giardino di pensieri… Sta a te decidere se quel giardino sarà ordinato, vivo, fiorente o solo un campo vuoto e poco interessante.

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FAQ sulle parti del libro

Di solito un libro include parti esterne (copertina, dorso), pagine introduttive interne (frontespizio, dedica, prefazione/introduzione), corpo centrale (capitoli e paragrafi) e sezioni finali (epilogo, postfazione, appendici, bibliografia).

Tra le pagine iniziali più comuni ci sono falsa pagina (antiporta), frontespizio, eventuale colophon, dedica, ringraziamenti e, a seconda dei casi, prefazione, introduzione o prologo.

È la pagina che riporta le informazioni principali dell’opera: titolo, autore, editore e spesso luogo di pubblicazione. Serve a identificare il libro in modo formale.

È un elemento introduttivo breve (una frase o un richiamo) che anticipa tono o tema del libro. Non è obbligatorio e va distinto da prefazione e introduzione.

Il colophon contiene dati tecnici di produzione (editore, stampa, tipografia, data). Può trovarsi alla fine del libro oppure nelle prime pagine, vicino al frontespizio, a seconda dell’edizione.

L’ISBN è un codice internazionale che identifica univocamente un libro e facilita distribuzione, catalogazione e vendita nei canali commerciali.

In genere si chiama paragrafo (e, in alcuni contesti, anche “capoverso”). Serve a separare i concetti e rendere il testo più leggibile.

È la parte finale (soprattutto nei romanzi) che chiude la storia e mostra conseguenze e ultimi sviluppi. A differenza della postfazione, fa parte del racconto o della struttura narrativa.

È un testo a fine libro con riflessioni e contesto a posteriori: può essere dell’autore, dell’editor o di un terzo. Non è un epilogo e non è parte della trama.

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Pierpaolo Alfani

Esperto in ghostwriting e narrazione d’impresa, guida il team scrittori trasformando visioni complesse in libri autentici, coinvolgenti e perfettamente calibrati sul target del cliente.

2 commenti in “Parti del libro: tutto quello che devi sapere sulla struttura editoriale

  1. Tutto (quasi) perfetto…
    Il “quasi” fra parentesi è riferito alla (suppongo non voluta) assenza di riferimenti alla presenza di (in certi casi, quindi eventuale, come il mio ad esempio) “ARRICCHIMENTI” grafici a corredo del testo quali ICONE e/o RIQUADRI che INDUCANO L’ATTENZIONE del lettore a PORRE ATTENZIONE al contenuto.
    Ad esempio, SE un certo contenuto è FONDAMENTALE per il risultato, quel contenuto dev’essere CERCHIATO con uno spesso bordo colorato oppure “HIGHLIGHT-ATO” con sottofondo colorato oppure AFFIANCATO da icona appropriata (o simili).
    Di fatto, in un libro di saggistica tecnica (un manuale), contiene frasi/affermazioni che possono essere ESSENZIALI oppure FACOLTATIVE oppure NOTE, ecc.
    L’attenzione del lettore DEVE poter IMMEDIATAMENTE, a prima vista (quasi inconsapevolmente) percepire la “destinazione d’uso” di una data frase/affermazione.
    Ciò è molto aiutato- appunto – da taluni accorgimenti di EVIDENZIAZIONE della data frase/affermazione tramite ACCORGIMENTI GRAFICI (colorati o non).
    Mi auguro di aver dato un contributo al Vs preziosissimo lavoro, di aver cioè – come dicono quelli bravi – di aver fatta cosa utile e gradita.
    Buon lavoro e grazie per quello che fate!

    1. Ciao Marco,
      grazie davvero per il tuo commento e per il contributo prezioso che hai voluto condividere con noi.

      Hai perfettamente ragione: negli articoli ci concentriamo spesso sulla struttura e sui contenuti, ma gli arricchimenti grafici – come icone, riquadri, evidenziazioni e box di attenzione – sono fondamentali nei libri di saggistica e nei manuali tecnici. Servono proprio a guidare il lettore, a sottolineare concetti essenziali e a rendere più immediata la comprensione di ciò che è davvero importante.

      Nel nostro lavoro editoriale li utilizziamo spesso, sia in fase di impaginazione sia nella progettazione visiva, perché un buon libro non è solo parole, ma anche una comunicazione visiva efficace.

      Ti ringraziamo per averlo evidenziato: è un ottimo spunto che ci aiuta a migliorare e a rendere ancora più completi i nostri contenuti.

      Un caro saluto e grazie ancora per l’attenzione con cui ci segui,
      Il team di Bookst

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